L’infortunio di Gianmarco Tamberi

Gianmarco Tamberi, campione italiano di salto in alto, a causa di una lesione del legamento deltoideo, è costretto a dire addio ai giochi olimpici di Rio 2016.
La rottura del legamento è stata riportata durante la gara Diamond League di Montecarlo in cui tentava di superare il suo record di 2,39 metri.
L’atleta si è procurato una lesione del 50% del legamento deltoideo della caviglia sinistra, avvenuto durante la fase di stacco del salto.


Cos’è il legamento deltoideo:
Il legamento deltoideo, è situato nella parte mediale della caviglia.
Si distacca dall’apice del malleolo mediale, espandendosi in quattro fasci, due antriori, uno medio ed uno posteriore.
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Tipologia di lesione:
Le distorsioni della caviglia si possono classificare secondo tre gradi che indicano la gravità dell’infortunio.
Gianmarco Tamberi ha subito una distorsione di terzo grado, la più grave, che determina un’instabilità severa. In questo caso avviene una rottura totale dei legamenti e sono necessari trattamenti tra i quali apparecchio gessato o intervento chirurgico.

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Meccanismo di lesione :
La distorsione alla caviglia è generalmente causata da un’eccessiva sollecitazione dell’articolazione.
Esistono vari tipi di distorsione che possono interessare diversi legamenti e generare esiti differenti.
Nel caso di Tamberi , la lesione del legamento deltoideo è stata causata da un trauma in eversione, ossia con il piede ruotato verso l’esterno.

I fattori predisponenti a questo tipo di distorsione sono molteplici, ma in questo caso il principale fattore si individua in un appoggio del piede non corretto.
Nel salto in alto, durante la fase dello stacco, tutto il peso corporeo viene scaricato sulla caviglia, motivo per cui un terreno sconnesso, mancanza di allenamento, riscaldamento inadeguato o un appoggio scorretto, possono facilmente procurare lesioni di vari gradi.

Trattamento:
Il grado di lesione determina il tipo di trattamento.
Nel caso dell’atleta è stata effettuata un’operazione chirurgica a causa del distaccamento totale del legamento e dalla parziale lacerazione della capsula articolare.
I tempi di recupero per questo tipo di lesione va da un minimo di 40 ad un massimo di 70 giorni.

La riabilitazione si suddivide in varie fasi:
1. la prima fase, consiste nel limitare il dolore e ridurre l’edema dei tessuti molli. Tali obiettivi si possono raggiungere utilizzando terapie strumentali come ad esempio tecarterapia o laserterapia, oppure tecniche manuali;
2. la seconda fase, ha come obiettivo il recupero dell’articolarità,della stabilità dell’articolazione e recupero della forza muscolare;
3. la terza fase, prevede una rieducazione funzionale dell’articolazione in cui si mira a recuperare la forza e la propriocezione.
A seguito di tali fasi sarà possibile procedere con la rieducazione al gesto sportivo per reintrodurre l’atleta nel mondo sportivo nelle migliori condizioni, evitando nuovi infortuni.